lunedì, 26 febbraio 2007

Se sei stanco della solita politica distante dai cittadini, ovverosia della solita lotta per la poltrona, di una politica svuotata di ideali e fatta sempre più di compromessi, senza tener conto delle promesse fatte all'elettorato, sei vuoi essere un cittadino che conta non solo nel momento del voto e poi dimenticato fino alle prossime elezioni.

soprattutto se credi nell'uguaglianza al di la di colore della pelle,ideologia o religione, se aspiri affinchè chiunque abbia diritto ad una vita degna di tale nome e che sanità ed educazione siano alla portata di tutti.....

unisciti a noi e candidati nelle liste del Partito Umanista per le prossime elezioni comunali di Pistoia

Blogger: luke1965 per inf@ Luca 347.3736884  lpeccholii@tiscali.it

 

postato da: luke1965 alle ore febbraio 26, 2007 20:12 | Permalink | commenti
categoria:politica, pistoia
lunedì, 26 febbraio 2007

Solidarietà e responsabilità politica

     
 
Il Partito Umanista esprime piena solidarietà nei confronti dei senatori Rossi e Turigliatto che, con il loro voto contrario alla mozione del governo sulla politica degli affari esteri, hanno compiuto, a nostro avviso, un atto di responsabilità politica. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà soprattutto perché ora si sta cercando di scaricare sui due parlamentari la colpa della caduta del governo. Non solo. Rossi e Turigliatto hanno dovuto subire anche violentissimi attacchi soprattutto dai vertici dei rispettivi partiti, da cui sono stati espulsi.

Ma non è un caso che il governo sia caduto proprio sui temi di politica estera, e più specificamente sul tema dell'impegno militare dell'Italia in altri paesi. Come scriveva Ghandi: "La via della pace è la via della verità. La sincerità è ancor più importante dello spirito pacifico. La menzogna è madre della violenza".

Il governo non è caduto improvvisamente, ma dopo mesi di menzogne tese a nascondere le sue reali intenzioni. Al di là delle parole, nei fatti il governo Prodi ha continuato la politica del governo precedente, non spostandosi neanche di un millimetro dalla posizione assolutamente subalterna all'attuale amministrazione statunitense, la peggiore che gli americani abbiano mai avuto. Non si può continuare ad essere così acriticamente fedeli agli impegni presi, se questi impegni potrebbero trascinare il nostro paese nella spirale di guerra che il governo Bush ha innescato sin dal 2001. L'assoluta sordità mostrata nei confronti del popolo che ha manifestato il proprio dissenso per il raddoppio della base di Vicenza è la dimostrazione più chiara delle reali intenzioni di questo governo.

E allora perché meravigliarsi del fatto che due parlamentari non hanno voluto più mentire? Con grande senso di responsabilità politica, Rossi e Turigliatto hanno voluto invece rispettare il loro mandato elettorale, il loro impegno di pace dichiarato di fronte ai propri elettori.

Quanti altri sedicenti rappresentanti del popolo, che siedono in Parlamento, potrebbero dire altrettanto?
postato da: luke1965 alle ore febbraio 26, 2007 19:46 | Permalink | commenti
categoria:politica
mercoledì, 21 febbraio 2007

Foto Manifestazione No Dal Molin a Vicenza il 17 febbraio 2007

     
 
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postato da: luke1965 alle ore febbraio 21, 2007 20:08 | Permalink | commenti (3)
categoria:eventi e manifestazioni
mercoledì, 21 febbraio 2007

Intervento di Jan Tamas al corteo di Vicenza

     
 
Jan Tamas è il Presidente del Partito Umanista della Repubblica Ceca e Portavoce del Coordinamento contro le basi in costruzione in Repubblica Ceca e Polonia.

Ahoj! Ciao!

Cari amici, vi ringrazio dell'invito e dell'ospitalità. Vi ringrazio della possibilità di informarvi su cosa accade nel non tanto lontano Est europeo.

Vi ringrazio anche di riuscire a capire il mio italiano. Oggi mi ritrovo qui come rappresentante dell'iniziativa Ne základnám, No alle Basi, che opera in Repubblica Ceca contro la creazione di una nuova base militare americana. Credevamo che il vecchio sogno di Reagan dello scudo stellare fosse solo un triste ricordo ed invece è un progetto quanto mai attuale. Dal duemiladue gli Stati Uniti hanno preso contatto con i governi dell'Ungheria, della Repubblica Ceca e della Polonia per la realizzazione di nuove basi. Gli accordi si sono svolti in segreto con il governo di sinistra e solo nell'agosto duemilasei, grazie alla nostra iniziativa, la notizia è divenuta di dominio pubblico. A questo movimento, che è stato promosso dal Partito Umanista, da Solidarietà Socialista e da Cerchio Socialista, partecipano oggi quasi 50 organizzazioni. Image

La nostra protesta è stata fortissima, con manifestazioni continue, conferenze e attività sostenute. La popolazione è stata dalla nostra parte, soprattutto perchè si è sentita tradita e manipolata dal governo. Sembra che questa forte opposizione abbia portato gli americani a sospendere i loro tentativi per qualche mese. Poi hanno cercato di usare i mass media per manipolare l'opinione pubblica denigrando i membri del movimento. Quindi hanno cambiato strategia: hanno diviso la base militare in due parti: in Repubblica Ceca la base radar e in Polonia quella missilistica per distruggere i razzi in arrivo. Questo è il loro progetto al momento attuale. Il governo ora è di destra e la politica delle menzogne e del tradimento ovviamente è diventata molto più aggressiva. Image

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Lo slogan più gridato nelle nostre manifestazioni è: "už nikdy o nás bez nás", "mai più si deciderà su di noi senza di noi!" E questa mi sembra la stessa cosa che sta capitando qui a voi. Ormai la politica degli Stati è nelle mani di un gruppo di irresponsabili, che credono di poter decidere sulla vita della gente senza ascoltarla. Credono di poter calpestare la volontà della gente. Loro non hanno più idee o posizioni. Dicono solo quello che credono sia meglio dire per avere più voti. È simpatico vedere in Repubblica Ceca come i Verdi, che sono al governo con la destra, scìvolano sulle parole per non dire chiaramente qual'è la loro posizione! Ed è sempre molto simpatico vedere i socialisti che cambiano opinione giorno dopo giorno. Ma mi sembra che qualcosa di simile accada anche qui da voi... Forse si tratta di una malattia molto contagiosa..

Questo gruppo di irresponsabili non rappresenta per niente la volontà del popolo. Sono solo dei funzionari dei grandi interessi economici, sono solo delle marionette in mano agli americani.

Cari amici, la nostra lotta anche se si svolge in paesi diversi, anche se parliamo lingue diverse, è la stessa: la lotta per una Democrazia reale. La gente, i popoli devono riprendere il potere che gli è stato tolto! Sicuramente in una situazione internazionale che vede la ripresa della corsa agli armamenti nucleari, l'instabilità politica in Medio Oriente, la Francia e gli USA che dichiarano che potrebbero usare la bomba nucleare per primi contro il terrorismo.. installare queste basi nell'Est è buttare benzina sul fuoco.

Il presidente russo Putin ha già dichiarato che realizzare questo progetto è come un atto di guerra e che sicuramente i russi costruiranno nuove armi nucleari contro lo scudo americano. La domanda a questo punto è: al di la delle dichiarazioni ufficiali, a cosa mira veramente la politica americana? Non possiamo credere che tutto questo sia per contrastare la bombetta nucleare della Corea del Nord o dell'Iran o, come dicono a Praga, per proteggere l'Europa! Si osserva chiaramente una tendenza al controllo delle risorse a tutti i costi, una grave tendenza distruttiva. L'Europa non può sottomettersi ad una politica che sta portando tutti verso la catastrofe nucleare. Osservate come gli Stati Uniti, per indebolire e disarticolare l'Europa, intervengono ed influiscono nelle politiche dei suoi membri più deboli: quelli dell'Est europeo. Cosi come in passato hanno fatto con l'intervento militare nella ex Jugoslavia! Image

Cari amici, la nostra lotta è radicata sul territorio, si svolge nelle città dove vogliono costruire le basi militari. Abbiamo bisogno però di una visione ampia che inquadri la nostra azione e ci faccia sentire uniti e solidali con altri.

Sono qui come portavoce della iniziativa Ne zakladnam della Repubblica Ceca, e come umanista voglio aggiungere che è necessario cominciare un'attività comune in tutta Europa.

È urgente cominciare un disarmo nucleare globale con la supervisione dell'ONU. Pretendiamo che gli Stati Uniti ritirino le 500 bombe nucleari custodite nelle loro basi in Europa. Non vogliamo più nessuna nuova base militare USA in Europa. Non lasciamoci dividere e confondere, troviamo quello che ci unisce e non quello che ci differenzia, abbiamo bisogno di tutte le nostre energie perchè la lotta sarà molto dura..

Amici, la manifestazione di oggi è solo l'inizio di una grande ribellione, di un grande movimento potente e non-violento che si estenderà a tutta l'Europa.

Grazie e ahoj

Scarica il video MPG (111 MB) qui
Scarica il video MP4 (24 MB) qui
postato da: luke1965 alle ore febbraio 21, 2007 20:05 | Permalink | commenti (2)
categoria:eventi e manifestazioni
sabato, 17 febbraio 2007

Pubblico un commento di un blogghista che mi ha inviato alcuni dati sulle basi USA ...............

SCANDALOSO

NO DAL MOLIN

MANIFESTAZIONE NAZIONALE 17/02/2007

BASI MILITARI AMERICANE A VICENZA

BASI MILITARI AMERICANE ATTUALI
1) CASERMA EDERLE - VICENZA…...………………612.000 mq circa
2) VILLAGGIO AMERICANO - VICENZA……………289.000mq circa
3) BASE MILITARE SOTTERRANEA – LOC. FONTEGA DI ARCUGNANO
3.1) AREA DELLA SERVITU’ MILITARE…………1.110.000 mq circa
3.2) AREA RECINTATA ESTERNA………………..150.000 mq.circa
4) BASE MILITARE SOTTERRANEA “PLUTO” - LONGARE…..200.000mq circa
5) CENTRO AUTOVEICOLI U.S.A. – TORRI DI QUARTESOLO. 40.000mq. circa
6) CENTRO LOGISTICO GESTIONE STRUTTURE MILITARI –
TORRI DI QUARTESOLO – LERINO…………………………...35.000mq. circa
TOTALE BASI ATTUALI: 1.326.000 mq circa

BASI MILITARI AMERICANE FUTURE
7) BASE MILITARE DAL MOLIN – VICENZA
7.1) DAL MOLIN 1° FASE…...…………………… 550.000 mq circa
7.2) DAL MOLIN 2° FASE……………………….773.000 mq circa
8) VILLAGGIO AMERICANO – DI QUINTO
e/o TORRI DI QUARTESOLO………………………………...400.000mq circa
TOTALE BASI FUTURE: 1.723.000 mq circa
TOTALE COMPLESSIVO: 3.049.000 mq circa
Blogger: La mia homepage: http://francescocappello.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pinocchino
postato da: luke1965 alle ore febbraio 17, 2007 15:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni
sabato, 17 febbraio 2007
Il Ruolo della Cina: Un Esempio

Al di là della notizia che certo non può che fare piacere, mi soffermo su una cosa. Ecco dimostrato, nei fatti, il ruolo che , velocemente, sta prendendo la Cina. Essa, ben più degli Stati Uniti, sta in questo momento condizionando lo scacchiere asiatico. Essa è riuscita, senza colpo, ferire a disinnescare questo Stato Canaglia che gli stati Uniti con i loro metodi fascistelli avrebbero voluto sterminare con l'uso della forza. Sembra una Cina "reaganiana" in politica estera. E questa va da sè, è una notizia duplice; giacchè non è detto che sia davvero una bella notizia. I Cinesi sono ambigui, e al mondo non la raccontano giusta. Ci stiamo avviando verso un modo sempre più instabile con tanti poli di gravitazione diversi e contrastanti e conflittuali: Cina, India, Russia, Stati Uniti.  

ciao giulio, giustissima considerazione, io penso anche che il peggio del capitalismo selvaggio la cina lo sia facendo suo sommandolo ai diritti umani non rispettati ed a una chiusura verso gli altri, cioè chiusura ad altre ideologie migliorative, e ritengo che la cina sia gli usa del futuro con tutto il peggio che ne possa derivare e visto la velocità pazzesca a cui sta andando anche la decadenza sarà altrettanto veloce.

postato da: luke1965 alle ore febbraio 17, 2007 15:05 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, fatti dal mondo
venerdì, 16 febbraio 2007

Debito ergo sum

pillola_rossa_indebitamento.jpg

L’industria del debito si sta mangiando l’Italia. Il debito pubblico diventerà presto motivo di orgoglio nazionale, un riferimento morale. Il debito privato non può essere da meno. Deve aumentare. Ma la capacità di indebitamento degli italiani va aiutata. Se prima si prestavano 10.000 euro adesso se ne prestano anche 1.000/1.500. E’ lo strozzinaggio per tutti, a pioggia. Debiti per tutte le tasche. Per i più deboli.
I genitori sono invitati a indebitarsi per i figli. Una volta li mandavano più prosaicamente a lavorare. Ma oggi fare il precario costa più dello stipendio. Meglio indebitarsi da subito.
I cravattari studiano, studiano tutti i giorni. Il loro obiettivo è il TAEG. Il loro jackpot l’esproprio della casa di chi non paga le rate.
I_soldi_sono_in_casa_tua.jpg

“Hai bisogno di soldi. Sono in casa tua” è sublime. Tutti a cercare i soldi che non ci sono sotto il divano. Per poi ipotecare la casa.
Si paga con i debiti, non con i contanti. Il guadagno è nell’interesse applicato, il prodotto acquistato solo un richiamo. Quando saranno finiti del tutto i soldi si potrà indebitare il debito. Il debito sul debito potrà aprirci nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuovi baratri argentini. Ci saranno gli indebitati multipli, complessi e derivati e, di quando in quando, i suicidi da salto della rata.

postato da: luke1965 alle ore febbraio 16, 2007 08:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:diritti umani
lunedì, 12 febbraio 2007

La Chiesa contro le unioni di fatto: la tentazione medievale

     
 
La posizione del Partito Umanista sul tema delle unioni di fatto è già stata espressa molte volte. Proprio in base a tale posizione, riteniamo che il testo di legge che potrebbe essere varato dal Parlamento, è solo una versione "light" di ciò che molti cittadini si sarebbero aspettati da questo governo. Nel programma presentato dal centrosinistra in campagna elettorale, checché ne dica il ministro Mastella, si legge: "L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà".

Sta di fatto che il disegno di legge governativo non prevede l'istituzione di un registro delle unioni civili, ma una semplice certificazione: in pratica, le coppie possono andare in Comune ad autocertificare la propria esistenza, ottenendone in cambio una sorta di attestato, che permette di condividere alcuni diritti: ad esempio, l'assistenza sanitaria e previdenziale e la successione nel contratto di locazione. Si tratta, è vero, di un riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto, ma rappresenta solo un "accertamento", non un riconoscimento delle unioni di fatto.

Ma al di là di ciò che il Parlamento riuscirà a partorire, se ci riuscirà, ci vogliamo soffermare sull'atteggiamento assunto dai vertici ecclesiastici, i quali stanno ergendo delle vere e proprie barricate contro qualsiasi legge che prenda in considerazione coppie di tipo diverso da quello tradizionale tra un uomo e una donna. Non mancano i toni terroristici - che così bene hanno funzionato in occasione del referendum sulla fecondazione assistita - paventando una "concorrenza" tra il modello della famiglia monogamica e altri modelli. Perché "concorrenza"? Perché c'è il timore dichiarato che questi modelli diversi possano scardinare i valori che la Chiesa presenta ai giovani. Domanda: sono così deboli questi valori? Evidentemente sì, visto che questi valori hanno bisogno dell'assenza o della presenza di una legge per poter continuare indisturbati ad essere divulgati. Contrariamente ai vertici ecclesiastici, noi crediamo che i cristiani non hanno nulla da temere, in quanto tutti i valori dell'etica cristiana che si basano sull'essere umano e sulla sua felicità troveranno sempre posto nel cuore di milioni di persone, indipendentemente dal sistema legislativo vigente.
 
Ma non basta: ci sarebbe anche la possibilità, secondo la segreteria dell'episcopato, che una legge sulle unioni di fatto possa aprire alle coppie gay, il che cambierebbe, addirittura, l'attuale morfologia sociale. Domanda: perché tanto timore che venga cambiata questa morfologia? Da quando esiste l'aggregazione degli esseri umani in una forma sociale i cambiamenti sono avvenuti sempre. Lo stesso avvento del cristianesimo ha determinato cambiamenti sostanziali nella morfologia sociale. Perché, quindi, fermare questi cambiamenti? Inoltre ci vuole ben altro per determinare un cambiamento della morfologia sociale e non sarà certo una legge sulle unioni di fatto a svolgere questo arduo compito.

Infine vanno fatte ancora alcune considerazioni. Il 26 gennaio scorso su L'Avvenire, organo ufficiale della Cei, leggiamo: "I vescovi hanno, dal canto loro, alzato la voce, ma sono le nostre famiglie, la società civile che si riconosce nei valori dell'umanesimo cristiano a dover far diga".

Sarebbe interessante sapere quante famiglie, tra quelle che si dichiarano cristiane, siano veramente consapevoli di riconoscersi nell'umanesimo cristiano, cioè in quella corrente di pensiero il cui iniziatore fu Jacques Maritain all'inizio del secolo scorso. Probabilmente queste famiglie così consapevoli sono effettivamente poche e ancora più probabilmente non converrebbe neanche alla Chiesa che aumenti il loro numero. Questo perché la corrente che prende il nome di umanesimo cristiano, nello scagliarsi contro la crisi di valori e il vuoto esistenziale, fa un balzo indietro di centinaia di anni, fino al Medioevo. Ma è proprio nel cristianesimo medievale che possono ritrovarsi le radici di ciò che Maritain criticava così aspramente.

Si legge infatti in "Interpretazione storiche dell'Umanesimo" di Salvatore Puledda: "[...] La tendenza al dualismo e al dogmatismo, il senso di colpa, il rifiuto del corpo e del sesso, la svalutazione della donna, la paura della morte e dell'inferno, sono tutti residui del Cristianesimo medievale che, anche dopo il Rinascimento, hanno influito pesantemente sul pensiero occidentale". I vertici ecclesiastici usano quasi gli stessi termini di Maritain, il quale definiva la dialettica dominante nella società in cui viveva come "distruttiva", proprio come fanno i vescovi di oggi quando parlano di "concorrenza" tra modelli diversi e di "distruzione di valori". Ma questa dialettica va spiegata, come scrive molto più lucidamente Salvatore Puledda, come un tentativo "di liberarsi della visione medievale e non come il castigo per la perdita dei valori cristiani".

Saremmo tentati, a questo punto, di consigliare a chi, in politica come nella società, vuole alzare barricate contro le richieste di liberazione dai tanti residui medievali che ancora agiscono nel 21° secolo, di stare attenti alle parole che usano, perché queste si potrebbero ritorcere contro di loro.
Ma probabilmente non ne avremo il tempo, impegnati come siamo, in quanto umanisti, a lottare contro i tentativi anti-umanisti, travestiti di un ridicolo "umanesimo teocentrico", di imbastire guerre di religione e inquisizioni.
postato da: luke1965 alle ore febbraio 12, 2007 07:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:diritti umani
lunedì, 12 febbraio 2007

Manifestazione a Vicenza, contro la guerra e le basi di guerra, per la pace e la giustizia

     
 
Il Partito Umanista aderisce alla manifestazione di Vicenza di sabato 17 febbraio dalle h. 14.00. Da diverse città si stanno organizzando dei pulman. Per informazioni da Torino scrivi a torino@partitoumanista.it e da Milano scrivi a maurivol@hotmail.com

Appello della mobilitazione di Vicenza

Una mobilitazione unitaria sabato 17 febbraio a Vicenza dalle h. 14.00 che pone al suo centro il NO alla base Usa a Vicenza, uno degli strumenti di guerra.

Il popolo dei vicentini è contrario alla decisione assunta dal Presidente del consiglio Romano Prodi, dal Sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e dalla Presidente della provincia Manuela Dal Lago di concedere il territorio vicentino per la costruzione di una base militare con un impatto ambientale e sociale devastante.

La contrarietà è ampia e coinvolge tutti: cittadini, movimenti, sindacati, partiti, associazioni, membri nelle istituzioni ed Enti locali.

Sulla base di Vicenza si pongono due questioni:
  • la pace, l'Italia sta facendo passi importanti per restituire all'Europa protagonismo ed autonomia, mentre sul "caso" Vicenza il governo è in contraddizione con gli atti fin'ora compiuti rispetto alla politica estera e inficia l'esercizio della stessa sovranità nazionale;
  • il rapporto con la comunità locale, la quale non può essere irrisa ma va ascoltata. La politica non può alzare un muro tra se stessa e la comunità. I cittadini devono potersi esprimere e contare.

Per questo noi, invitiamo tutte le donne, gli uomini, le ragazze e i ragazzi, le organizzazioni della società civile, i sindacati, i movimenti e gli Enti Locali a partecipare alla manifestazione internazionale che si terrà sabato 17 febbraio a Vicenza.

Una manifestazione pacifica, di popolo, non violenta e colorata che ribadisce che la democrazia non significa imporre le decisioni dall'alto, ma si costruisce partendo dall'ascolto delle comunità che vogliono un futuro di pace, di sviluppo di qualità e di buona occupazione.

Chiediamo ai responsabili della politica italiana di lavorare con coraggio e tenacia per scongiurare il malcontento che ha imboccato la strada dell'antipolitica e dello scollamento della società dalle istituzioni. Il governo non può non assumersi la responsabilità del confronto con la diffusa ostilità della popolazione a questa decisione, espressa dalla richiesta referendaria e da numerose mobilitazioni.

Chiediamo infine al governo che sia coerente col proprio programma al cui centro c'è la pace, anche opporsi alla nuova base Usa a Vicenza, strumento di guerra, significa compiere un passo avanti per costruire un mondo diverso, fatto di pace e non di guerra.

Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin
postato da: luke1965 alle ore febbraio 12, 2007 07:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:diritti umani, eventi e manifestazioni
giovedì, 08 febbraio 2007

Ciao vi giro questa mail di una manifestazione contro le decisioni , per me molto incoerenti del governo circa l’ampliamento della base di Vicenza, e non solo , per una politica di pace a 360 gradi e senza dover stare a compromessi dettati solo da una sbagliata idea di far politica, questa è la mia opinione personale e che si rispecchia nelle idee del Partito Umanista che ripudia la violenza in ogni sua forma come metodologia d’azione

Luca

SABATO 17 FEBBRAIO

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA,

CONTRO LA GUERRA E LE BASI DI GUERRA,

PER LA PACE E LA GIUSTIZIA

  Per informazioni prenotazioni sui PULMAN e per informazioni:

PISTOIA, FEDERAZIONE PRC: 0573 975556
PRATO PRC: 0574 30613 - OPPURE: 338 3273553 SANDRO - 339 1341809 STEFANO

Visita i siti: www.altravicenza.it - www.cgilvicenza.it

 

Segue:

- Comunicato stampa dell'Arci(Dichiarazione di Paolo Beni, Presidente nazionale)

- Appello del Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin

- La politica cambi il corso delle cose (Lalla Trupia, Deputata DS) 

- Appello della Direzione Nazionale del PRC

- Firenze: Statunitensi contro la guerra scrivono a Prodi

- Lettera a Prodi da Nairobi (Flavio Lotti, Coordinatore Tavola della Pace)

....................................................................................

http://www.arci.it HOME - COMUNICATI STAMPA

L’Arci aderisce alla manifestazione dell 17 febbraio contro l’ampliamento della base militare di Vicenza.25.01.2007 - Arci aderisce alla manifestazione del 17 febbraio contro l’ampliamento della base militare di Vicenza.
Contro la guerra e le basi di guerra. Per la pace e la giustizia.
Dichiarazione
di
Paolo Beni, presidente nazionale Arci

L'Arci aderisce alla manifestazione internazionale Contro la guerra e le basi di guerra, per la pace e la giustizia che si terrà a Vicenza il 17 febbraio, condividendo la piattaforma promossa dal Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin.

Continua così l'impegno dell'associazione al fianco delle cittadine e dei cittadini di Vicenza che si oppongono all'ampliamento della base militare americana.
Daremo il nostro contributo perché il 17 ci sia una grande manifestazione, pacifica e unitaria, in grado di incidere sugli attuali orientamenti del governo nazionale e locale.
Siamo infatti convinti che sia necessario modificare una decisione che ci sembra sbagliata nel merito e nel metodo. Il nostro paese deve mettere in campo una politica forte e autonoma per la costruzione della pace, per il disarmo e la convivenza, adoperandosi perché l'Europa e le Nazioni Unite tornino ad avere un ruolo centrale nella risoluzione pacifica dei conflitti.
Nè possiamo condividere il metodo con cui si è arrivati alla decisione dell'ampliamento della base, senza confrontarsi con le comunità locali da tempo mobilitate sul tema insieme alla maggioranza dei dirigenti politici locali.
Al governo chiediamo quindi di rivedere la sua posizione sulla base di Vicenza, dando la priorità alle esigenze di sicurezza, tutela della salute e del territorio così come chiede la cittadinanza.

Si dia la parola ai cittadini. Il governo sostenga con tutti gli strumenti a sua disposizione la soluzione della consultazione democratica attraverso il referendum. Siano gli interessati a decidere su un progetto destinato a incidere sulla qualità della loro vita.
Da parte nostra, confermiamo l'impegno a continuare insieme alla comunità locale questa battaglia di democrazia e civiltà.
Roma, 24 gennaio 2007

...................................................................................................................

APPELLO del Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin
SABATO 17 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A VICENZA, CONTRO LA GUERRA E LE BASI DI GUERRA, PER LA PACE E LA GIUSTIZIA

Una mobilitazione unitaria che pone al suo centro il NO alla base Usa a Vicenza, uno degli strumenti di guerra.
Il popolo dei vicentini è contrario alla decisione  assunta dal Presidente del consiglio Romano Prodi, dal Sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e dalla Presidente della provincia Manuela Dal Lago di concedere il territorio vicentino per la costruzione di una base militare con un impatto ambientale e sociale devastante. La contrarietà è ampia e coinvolge tutti: cittadini, movimenti, sindacati, partiti, associazioni, membri nelle istituzioni ed Enti locali.
Sulla base di Vicenza si pongono due questioni:

- la pace, l'Italia sta facendo passi importanti per restituire all'Europa protagonismo ed autonomia, mentre sul "caso"  Vicenza il governo è in contraddizione con gli atti fin'ora compiuti rispetto alla politica estera e inficia l'esercizio della stessa sovranità nazionale ;
- il rapporto con la comunità locale, la quale non può essere irrisa ma va ascoltata. La politica non può alzare un muro tra se stessa e la comunità. I cittadini devono potersi esprimere e contare.
Per questo noi, invitiamo tutte le donne, gli uomini, le ragazze e i ragazzi, le organizzazioni della società civile, i sindacati, i movimenti e gli Enti Locali a partecipare alla manifestazione internazionale che si terrà sabato 17 febbraio a Vicenza.
Una manifestazione pacifica, di popolo, non violenta e colorata che ribadisce che la democrazia non significa imporre le decisioni dall'alto, ma si costruisce partendo dall'ascolto delle comunità che vogliono un futuro di pace, di sviluppo di qualità e di buona occupazione.

Chiediamo ai responsabili della politica italiana di lavorare con coraggio e tenacia per scongiurare il malcontento che ha imboccato la strada dell'antipolitica e dello scollamento della società dalle istituzioni. Il governo non può non assumersi la responsabilità del confronto con la diffusa ostilità della popolazione a questa decisione, espressa dalla richiesta referendaria e da numerose mobilitazioni.
 
Chiediamo infine al governo che sia coerente col proprio programma al cui centro c'è la pace, anche opporsi alla nuova base Usa a Vicenza, strumento di guerra, significa compiere un passo avanti per costruire un mondo diverso, fatto di pace e non di guerra.

postato da: luke1965 alle ore febbraio 08, 2007 12:04 | Permalink | commenti
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