Siamo solidali con i lavoratori della Confederazione COBAS in sciopero della fame a tempo indeterminato a Roma per rivendicare il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato o gruppo significativo di lavoratori/trici e per il diritto di libera iscrizione mediante trattenuta in busta-paga a qualsiasi sindacato, diritto oggi non garantito nè ai lavoratori/trici del settore privato nè ai pensionati del settore pubblico e privato.
Gianni Pagliarini (PRC, presidente della Commissione Lavoro della Camera); Augusto Rocchi (capogruppo PRC della Commissione Lavoro della Camera); Franco Russo, Alberto Burgio, Salvatore Cannavò, Daniela Dioguardi, Gianluigi Pegolo, Maria Cristina Perugia, Andrea Ricci, Mario Ricci, Massimiliano Smeriglio (deputati/e PRC); Franco Turigliatto (senatore indipendente); Mauro Bulgarelli (senatore Verdi); Lidia Menapace (senatrice PRC); Alex Zanotelli; Luca Casarini (Centri sociali del Nord-Est); Nella Ginatempo (docente all'Università di Messina e Rete "Semprecontrolaguerra"); Maurizio Gubbiotti (Coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente); Luciano Muhlbauer (Consigliere regionale Lombardia - PRC); Pietro Ancona (ex-segretario generale Cgil Sicilia e membro del CNEL); Franco Gentile (capogruppo al Consiglio provinciale di Taranto PRC); Mino Borraccino (capogruppo al Consiglio regionale pugliese e capogruppo al Consiglio provinciale di Taranto Pdci);
Ieri i 12 candidati francesi si sono confrontati alle urne nel primo round. I primi due si confronteranno domenica 6 maggio e sarà proclamato il vincitore.
Anche in Francia il panorama politico farà scegliere fra il centrosinistra da una parte, rappresentato dalla socialista Segolene Royal, e dall’altra Nicolas Sarkozy (centrodestra), tristemente famoso per le politiche repressive usate nelle rivolte delle periferie parigine.
Ormai in tutto il mondo occidentale la democrazia si è ridotta a un confronto tra il centrodestra e il centrosinistra, pressoché uguali o forse complementari: l’esistenza dell’uno è funzionale all’esistenza dell’altro.
Gli umanisti (e fortunatamente non solo loro) aspirano alla formazione di una forza che si differenzi da questo duopolio (monopolio) mondiale. Una forza che faccia convergere:
E sono la maggioranza!
Fino ad oggi questa forza è stata costruita in Cile, ma il momento storico sembra essere molto propizio visto che questo falso bipolarismo è ormai fallito per molti.
(nota: articolo tratto da c234.net )
le stesse foto ad alta risoluzione
http://www.purargilla.it/ConcertoNomadi.zip (55 MB circa)
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N
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Cognome e Nome
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Luogo e data di nascita
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1
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PECCHIOLI LUCA
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PISTOIA (PT) 14-04-1965
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2
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PIERUCCI ELOISA
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PISTOIA (PT) 04-04-1984
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3
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PRIAMI STEFANO
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PISTOIA (PT) 29-04-1964
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4
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FRABOTTA ANTONIO
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RIONERO SANNITICO (IS) 12-06-1967
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5
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DANSAVIO ROSSANA
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PISTOIA (PT) 30-05-1930
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6
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DAMI ROBERTA
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PISTOIA (PT) 24-07-1975
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7
|
CHITI ANDREA
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PISTOIA (PT) 11-02-1950
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8
|
BERTINELLI AMEDEA
|
SAMBUCA PISTOIESE (PT) 15-06-1945
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|
9
|
NIZZI SABRINA
|
FIRENZE (FI) 22-02-1974
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|
10
|
ROSANNA MAGRINI
|
PESCIA (PT) 17-12-1979
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|
11
|
STELLA BELLANDI
|
EMPOLI (FI) 02-03-1981
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|
12
|
CALDIROLA MATTEO
|
FIRENZE (FI) 17-07-1979
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|
13
|
POGGI PAOLA
|
FIRENZE (FI) 15-04-1973
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|
14
|
LUCCHESI FRANCESCA
|
FIRENZE (FI) 22-06-1966
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15
|
PAOLI NICCOLO’
|
FIRENZE (FI) 18-11-1971
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|
16
|
INTINI MARCO
|
FIRENZE (FI) 18-10-1973
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17
|
SANTINI STEFANO
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FIRENZE (FI) 19-12-1970
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N
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Cognome e Nome
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Luogo e data di nascita
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1
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PECCHIOLI LUCA
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PISTOIA (PT) 14-04-1965
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2
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PIERUCCI ELOISA
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PISTOIA (PT) 04-04-1984
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3
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PRIAMI STEFANO
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PISTOIA (PT) 29-04-1964
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4
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FRABOTTA ANTONIO
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RIONERO SANNITICO (IS) 12-06-1967
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DANSAVIO ROSSANA
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PISTOIA (PT) 30-05-1930
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6
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DAMI ROBERTA
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PISTOIA (PT) 24-07-1975
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CHITI ANDREA
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PISTOIA (PT) 11-02-1950
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BERTINELLI AMEDEA
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SAMBUCA PISTOIESE (PT) 15-06-1945
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NIZZI SABRINA
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FIRENZE (FI) 22-02-1974
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ROSANNA MAGRINI
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PESCIA (PT) 17-12-1979
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11
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STELLA BELLANDI
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EMPOLI (FI) 02-03-1981
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12
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CALDIROLA MATTEO
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FIRENZE (FI) 17-07-1979
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POGGI PAOLA
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FIRENZE (FI) 15-04-1973
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LUCCHESI FRANCESCA
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FIRENZE (FI) 22-06-1966
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PAOLI NICCOLO’
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FIRENZE (FI) 18-11-1971
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INTINI MARCO
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FIRENZE (FI) 18-10-1973
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SANTINI STEFANO
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FIRENZE (FI) 19-12-1970
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18
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ROSSI SASCHA
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FIRENZE (FI) 21-11-1971
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19
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DE ANGELIS ALFREDO
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BARQUISIMETO (VENEZUELA) 27-05-1967
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20
|
PALLONI GABRIELE
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FIRENZE (FI) 06-07-1968
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21
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PAPADOPOULOS MATTEO
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FIRENZE (FI) 07-05-1973
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22
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GALLUCCI GISBERTO
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FIRENZE (FI) 15-06-1969
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23
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CAMMELLI GIULANO
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VICCHIO (FI) 06-10-1968
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24
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CAPPABIANCA LUIGI
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SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) 18-09-1961
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25
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MARINI LUCA
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ROMA (ROMA) 21-03-1982
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26
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LEOTTA MASSIMILIANO
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FIRENZE (FI) 09-06-1977
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27
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LUCCHESI ETTORE
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FIRENZE (FI) 18-04-1974
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| Decreto Amato-Ferrero: un decreto fuori dal tempo |
| Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta del 24 aprile 2007, un disegno di legge che dovrebbe modificare la disciplina dell'immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero. Stiamo parlando del Ddl che porta il nome dei ministri dell'Interno, Amato, e della solidarietà sociale, Ferrero. Le proposte contenute nel decreto non soddisfano le attese che il programma di governo del centrosinistra aveva suscitato. Innanzitutto rimangono in piedi i Centri di Permanenza Temporanea, che dovrebbero, come dice il decreto, venir revisionati nelle loro "caratteristiche strutturali e gestionali", ma non si specifica in quale direzione. Si parla molto genericamente di superare l'attuale sistema dei CPT "promuovendone e valorizzandone la funzione di accoglienza, di soccorso e di tutela dell'unità familiare", ma in sostanza quelle strutture, che ancora oggi possiamo definire dei veri e propri lager, non vengono eliminate. In altre parole si continuerà a privare della libertà persone che non hanno commesso alcun reato, solo che adesso le strutture, nel migliore dei casi, saranno "più accoglienti" e "tuteleranno l'unità familiare". Nel decreto rimane inalterato il seguente assioma di fondo: le persone che vogliono entrare in Italia, possono essere accolte solo se hanno intenzione di lavorare, altrimenti niente da fare. La programmazione delle quote di extracomunitari da ammettere sul territorio nazionale sarà calibrato su tre anni, con la possibilità di adeguamento annuale, in base all'effettiva richiesta di lavoro. Ci saranno delle vere e proprie liste di collocamento, organizzate in base alle singole nazionalità, e tenute dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o presso le autorità dei paesi d'origine. Questo permetterebbe allo stato italiano di filtrare a monte la forza lavoro, attraverso i canali diplomatici-militari dei Consolati. Ciò che ci lascia a dir poco perplessi è il fatto che nella formazione di queste graduatorie si terrà conto "del grado di conoscenza della lingua italiana, dei titoli e della qualifica professionale posseduta, dell'eventuale frequenza di corsi di istruzione e di formazione professionale nei Paesi di origine, nell'ambito dei quali sia garantita la diffusione dei valori a cui si ispira la Costituzione italiana e dei principi su cui si basa la convivenza della comunità nazionale". Evidentemente non si tiene conto del fatto che, se si volesse far dipendere, anche per gli italiani, la legittimità della permanenza nel nostro paese dal grado di conoscenza e di consapevolezza "dei valori a cui si ispira la Costituzione italiana", probabilmente molti dei seggi attualmente occupati al Parlamento rimarrebbero vuoti. Nonostante si debba annotare qualche passo positivo, come la possibilità per i cittadini stranieri di esprimere il proprio voto alle elezioni amministrative, anche questo decreto non dimostra alcuna discontinuità significativa con le leggi precedenti Turco-Napolitano e Bossi-Fini. Anche in questo decreto si possono intravedere elementi di ciò che potremmo definire "colonialismo interno". Nell'era colonialista "esterna" i paesi ricchi mandavano i propri eserciti ad occupare i paesi poveri del mondo e sfruttavano la mano d'opera locale per arricchire la borsa degli imprenditori dell'epoca e le casse del tesoro. Oggi, anziché andare ad occupare i paesi poveri, si promulgano decreti e trattati internazionali che vorrebbero limitare l'ingresso nei paesi ricchi solo a coloro che sono disposti a farsi sfruttare, sommandosi ai lavoratori precari nostrani, infittendo le maglie del precariato sociale. Cambia solo il luogo di sfruttamento, ma le borse che si riempiono sono sempre le stesse. Se teniamo conto che, nel contempo, le multinazionali trasferiscono i propri siti di produzione nei paesi dove possono sfruttare per pochi soldi la mano d'opera locale, il "colonialismo", cambiando maschera, non solo non è scomparso, ma si sta addirittura espandendo. Senza inoltrarci ulteriormente nei meandri degli articoli del decreto Amato-Ferrero, osserviamo la sua totale inadeguatezza rispetto alla situazione attuale. Pur ammettendo che con tale decreto si cancella la legge Bossi-Fini, la legge più discriminatoria che sia mai stata promulgata nell'Italia repubblicana, il decreto Amato-Ferrero è comunque fuori dal tempo. Ancora una volta si tenta di regolamentare, con un'interminabile serie di norme e regole, un fenomeno che proprio non si riesce o non si vuole capire. Di fronte ad un contesto mondiale, fatto di milioni di persone che continuano a migrare sulla superficie terrestre per fuggire dalla fame, dalla guerra e dalla povertà, il governo di un singolo stato risponde con misere leggine assolutamente inadeguate e ridicole. Di fronte ad una persona disperata, disposta a rischiare la vita per fuggire da un paese in cui non ha futuro, che cosa fa lo stato italiano? Gli chiede se parla la lingua italiana e se conosce la nostra costituzione? Sarebbe come chiedere ad una persona che deve essere immediatamente rianimata con una respirazione bocca a bocca, se si sia prima lavati i denti. In altre parole, anche dietro questo nuovo decreto, continuiamo a sentire la voce assordante dell'egoismo di un paese che, come gli altri paesi più ricchi del mondo, invece di rimboccarsi le maniche per dare il proprio reale contributo al miglioramento delle disperate condizioni in cui ancora versano miliardi di esseri umani, continua a promulgare leggi e decreti a difesa dei propri piccoli interessi. Un paese come l'Italia, che ha suoi cittadini in ogni angolo del mondo, invece di rifarsi ai vincoli derivanti dall'adesione agli accordi di Schengen, dovrebbe finalmente dichiarare che nessun essere umano è clandestino in qualsiasi posto del mondo, ma che lo diventa solo grazie a leggi sbagliate. In alternativa al decreto Amato-Ferrero, il Partito Umanista propone:
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Ecco alcuni momenti della mattinata di sabato 14 aprile, durante il banchino.