No alla somministrazione indiscriminata di farmaci ai bambini
un appello al ministro della salute e una presa di posizione di Psicologia del Nuovo Umanesimo
Olivier Turquet
Come è possibile che, mentre i servizi per la salute mentale sul territorio italiano lascino ancora molto a desiderare, si permetta l’apertura di 82 centri in tutta Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini
cosiddetti “iperattivi”?
C’è qualcosa che non va. Sicuramente. In quali mani sta la salute dei cittadini? È ancora una preoccupazione
dello Stato, così come dettato dalla Costituzione, oppure la nostra salute e quella dei nostri figli è ormai solo
un grande affare in mano alla case farmaceutiche?
Andando più nello specifico, l’uso del metilfenidato (per esempio il Ritalin) nei casi di bambini a cui è stato
diagnosticato il Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività (ADHD) è ancora oggetto di numerose
controversie. Alcuni studi dimostrerebbero numerosi effetti collaterali e l’insorgenza di altri disturbi mentali
più gravi negli anni successivi.
A proposito, invece, dei dati a favore dell’uso di questo farmaco, bisogna premettere che sono nella maggior
parte dei casi il prodotto di studi pagati dalle case farmaceutiche. Proprio su questo argomento, sul British
Medical Journal viene chiaramente denunciato che “le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori
devono essere valutate con molta cautela, non sono né trasparenti né rigorose”.
Di fronte a tutti questi dubbi e a tutti questi richiami alla cautela, irresponsabilmente si permetterebbe l’apertura di centri per la somministrazione ai bambini di questi psicofarmaci.
Psicologia del Nuovo Umanesimo si associa all’appello, di più di cento associazioni e di 230mila addetti ai
lavori, indirizzato al ministero della Salute, affinché si fermi questa aberrazione.
Inoltre è necessario rimettere in discussione, non solo la politica, che risponde sempre più agli interessi delle
multinazionali del farmaco e sempre meno alle esigenze dei cittadini, ma anche i modelli di comportamento
con cui si sta affrontando il disagio sempre maggiore che si avverte nella nostra società.
Siamo allarmati per l’aumento sostenuto dell’uso di droghe illecite e psicofarmaci, e per l’impossibilità che
hanno i sistemi di salute ad affrontare i problemi psicologici ed emozionali che le attuali condizioni di vita
producono negli individui.
I prodotti chimici, le droghe legali, si sono convertiti, come le droghe illegali, in un mezzo compensatorio per
sopportare il nostro stile di vita e minimizzare o evadere le emozioni come l’ansietà, la solitudine, la pena, la
noia e la rabbia.
La società contemporanea, insegna alle persone ad evadere da tali sentimenti attraverso la soluzione chimica, invece di potenziare le proprie risorse per modificare questa situazione che produce sofferenza.
Una vita diversa è possibile. Una vita dove la droga diventi non necessaria, dove la depressione, lo stress
e la violenza retrocedano. Bisogna dare a tutte le persone gli strumenti necessari che permettano loro di
occuparsi dell’equilibrio e sviluppo di se stessi e di chi li circonda, per generare una rete di persone con la
sufficiente potenza interna per lottare con forza, creatività e decisione a beneficio del superamento della
sofferenza personale e sociale.
Se scienze come la medicina, la psicologia e la psichiatria si metteranno su questa strada, retrocederanno
contemporaneamente tutti coloro che vogliono continuare ad arricchirsi a spese della nostra salute.
PSICOLOGIA DEL NUOVO UMANESIMO portavoce Carlo Olivieri
Per prima cosa quando si sospetta che sussista un problema di iperattività il bambino va sottoposto ad un’accurata valutazione psicologica. I normali test d’intelligenza non sono sufficienti e la semplice interpretazione dei disegni del bambino
non è certo uno strumento diagnostico adeguato. Sono necessari complessi test neuropsicologici adatti ad indagare sulle
cosiddette “funzioni esecutive”, cioè sul funzionamento del bambino al livello di attenzione, memoria, riflessività, pianificazione, integrazione percettiva.
Un errore da evitare assolutamente è quello di “sedare” il bambino ricorrendo a qualche tranquillante, per quanto blando
possa essere. E’ stato dimostrato che la somministrazione di tranquillanti peggiora la condizione del bambino iperattivo,
rendendo il suo comportamento ancora più incontrollato e disorganizzato.
In realtà non esiste una cura per l’iperattività, ma esistono efficaci tecniche comportamentali che possono migliorare
notevolmentela situazione del bambino in famiglia e a scuola.
E’ necessario quindi che genitori ed insegnanti si avvalgano di una consulenza psicologica sistematica per apprendere i
metodi da applicare, tenendo comunque presente che per poter conseguire risultati concreti sono indispensabili costanza
e sistematicità nell’uso di tali procedure. Per quanto riguarda l’intervento sul bambino, le psicoterapia di impostazione
psicodinamica risultano scarsamente utili, mentre sembra dare buoni risultati una terapia comportamentale attraverso cui
il bambino possa apprendere come lavorare sulle proprie emozioni e come mettere in pratica strategie di autocontrollo.
Anche ricorrendo a questi metodi i risultati non saranno certo immediati e a volte si avrà l’impressione di non approdare
a niente. Ma se si persevera e se si riesce a mantenere un buon rapporto di collaborazione tra la famiglia e la scuola, si
potrà ottenere un graduale e sostanziale miglioramento del bambino. Questo non significherà la scomparsa definitiva di
tutti i comportamenti problematici, masenz’altro una condizione di maggior benessere per il bambino e per coloro che gli
sono attorno.
Indicazioni per genitori di bambini che presentano iperattività
Cercate il più possibile di mantenere la calma. Un bambino iperattivo può far sentire impotente e frustrato anche il più
disponibile dei genitori, ma di solito arrabbiarsi non fa che peggiorare la situazione.
Organizzate il più possibile la giornata con routine fisse. Stabilite in anticipo l’orario per i compiti, la TV, il gioco e le varie
attività. Il bambino iperattivo ha bisogno di situazioni ben strutturate. Non modificate la routine stabilita senza prima avvisare vostro figlio.
Adottate due o tre regole ben precise per indicare quello che vi aspettate dal bambino in certe situazioni. Scrivete tali
regole e stabilite in anticipo anche le conseguenze cui il bambino andrà incontro per ogni infrazione.
Date al bambino la possibilità di muoversi liberamente in un spazio sufficiente in diversi momenti della giornata.
Limitate i rimproveri all’essenziale ed aumentate gli incoraggiamenti per i comportamenti desiderabili. Inoltre evitate di
dire al bambino che cosa non deve fare, piuttosto ditegli che cosa desiderate che faccia e spiegategli perché.
Quando fate qualche richiesta al bambino o gli date alcune istruzioni, siate molto chiari. Non date mai più di una o due
istruzioni per volta. Chiedete al bambino di ripetere quello che gli avete spiegato prima che inizi a fare qualcosa.
Limitate l’esposizione del bambino alla TV e ai videogiochi (anche senza eliminarli del tutto). Abituatelo ad usare il computer piuttosto che la Play Station.
Fornite a vostro figlio esperienze positive di socializzazione in un ambiente in cui possa più facilmente essere accettato
e interagire con altri bambini divertendosi.
Come genitori cercate di ricavare alcuni momenti di “tregua”, in modo che quando il bambino è impegnato fuori casa o è
affidato a qualcun altro possiate dedicare un po’ di tempo a voi stessi. Ne avete bisogno.